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Non morire poveri, oltre che di terremoto

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Non morire poveri, oltre che di terremoto

Non morire poveri, oltre che di terremoto

Un miliardo di danni e forse più, pare, il solo terremoto di domenica 30 ottobre 2016. Spendiamo circa 2,5 miliardi all’anno per ricostruire i danni di terremoti, frane, inondazioni. Più tutti i danni accessori e conseguenti , le migliaia di morti, le attività chiuse per sempre. Abbiamo speso per riscostruire più di 120 miliardi in 40 anni (Uff. Studi Camera dei Deputati) importo quasi corrispondente per difetto all’intero ammontare delle sofferenze immobiliari dei non performing loans . Cifre spese x rimettere in sesto una piccola parte del territorio nazionale quando la stessa cifra, più o meno e con un’accurata programmazione, sarebbe stata sufficiente per mettere in sicurezza l’intero territorio nazionale. Siamo inadempienti verso il nostro paese che trascuriamo e anzi violentiamo con incosciente indifferenza ed ignoranza. Fino al 1980, solo il 25% del territorio nazionale era considerato a rischio sismico; oggi siamo oltre il 70%. Quasi il 90% dell’intero patrimonio immobiliare nazionale ha più di trent’anni, non sempre è sicuro, è costoso, è energivoro. Stime approssimative ci dicono che il 60%-70% del patrimonio abitativo italiano non è conforme alle normative vigenti. Ci sarebbe tanto da fare, per la ricchezza del nostro paese, per la qualità della vita, per la sicurezza, per l’occupazione e le imprese. Da subito però si potrebbe mettere in campo un combinato disposto di norme e di provvedimenti che potrebbero iniziare il cammino verso la soluzione : aiuti finanziari, incentivi fiscali, assicurazioni. Aiuti e incentivi. Credo che una forma quale l’8 x mille destinato a questo grande programma nazionale non sarebbe particolarmente inviso alla gente, in quanto se ne vedrebbero subito i risultati. In alternativa programmare incentivi e detrazioni fiscali come quelli previsti per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione degli edifici sarebbe anche una soluzione importante sia per l’adeguamento ai rischi naturali sia per il mantenimento del valore dei beni, che in caso contrario verrebbero pesantemente deprezzati dal mercato, così come sta succedendo per la certificazione energetica. Stimolare e incentivare nel modo opportuno le famiglie ad investire nel mantenimento del valore dei loro asset immobiliari darebbe inoltre un forte stimolo al mercato dell’edilizia e al suo indotto con importanti ricadute sull’economia nazionale. La Banca d’Italia stima la ricchezza netta delle famiglie italiane in immobili pari a circa 5.200 miliardi . L’investimento stimato per la messa a norma degli edifici pubblici è di 50 miliardi di euro, quello delle abitazioni private è di oltre 90 miliardi, pari a circa 300-800 euro per metro quadrato. Un’enorme potenzialità per dare impulso all’economia del nostro paese. Assicurazioni. L’introduzione dell’assicurazione obbligatoria sugli immobili potrebbe rappresentare un passaggio strategico per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano in quanto, oltre a tutelare almeno in parte il valore del bene oggetto del risarcimento, favorirebbe la prevenzione, in quanto nella fasi di stipula dei contratti assicurativi lo stato di sicurezza sismica dell’edificio diventerebbe una variabile importante, come nella compravendita e nell’affitto lo è la certificazione energetica. Anche lo Stato potrebbe trasferire una parte dei propri rischi al settore assicurativo privato. Dobbiamo pensare che il combinato disposto di queste e di altre azioni darebbero, come detto, immediate ricadute economiche sul settore dell’edilizia e sul mercato finanziario e assicurativo con risultati moltiplicativi sui livelli di attività economica del paese. L’alternativa è di morire poveri, non solo di terremoto. Massimo Guerrini Real Estate Advisor. Ottobre 2016.